Biografia di David

Dopo una formazione in Arte e Scienze al Bishop's Stortford College, mi sono trasferito in Italia subito dopo la scuola e ho iniziato a lavorare in una serie di interessanti lavori che sono riuscito a procurarmi nella Città Eterna. In primis con il quotidiano  Daily American che trasmetteva un radio giornale la domenica mattina.  È stato emozionante perché ho avuto la gestione dell'intera struttura da solo, almeno la Domenica mattina. Guardavo il telescrivente per le notizie e tagliavo gli articoli (secondo me) degni di nota. Poi ho continuato a leggere un notiziario principale con i miei articoli scelti.

Mi è piaciuto fare la radio, e non sapevo che sarebbe servita come base per la televisione non molto tempo dopo, dopo una breve intermezzo come fotografo di scena per i telefilm meno conosciuti. Trovavo difficile ottenere il rimborso dei rullini di pellicola, così ho presto rinunciato a questo.

Poi fu la volta del doppiattore. Avevo scoperto che all'epoca si faceva doppiaggio in inglese e ho avuto il privilegio di conoscere John Gayford, un vero maestro nel doppiaggio, e anche paziente con il suo allievo.

Cercando ulteriori opportunità di lavoro, ho contattato un'emittente televisiva locale chiamata SPQR TV. Anche se il mio italiano non era poi così brillante, ricordo di essere rimasto pazientemente seduto nell'ufficio del regista Giuseppe Coliizzi per la maggior parte della giornata, a guardare numerose personalità che andavano e venivano con variegate proposte di programmi televisivi. Comunque, alla fine della giornata Colizzi si rivolge a me e mi dice che, visto che sono ancora lì, dovrei tornare il giorno dopo. Non me ne sono reso conto in quel istante, ma questo è stato in realtà l'inizio di un lavoro retribuito in una città della quale mi stavo sempre più innamorando.

L'aspetto più interessante per me in SPQR era che Colizzi aveva messo insieme una troupe per la televisione utilizzando i suoi talentuosi montatori, i direttori della fotografia e la troupe delle sue produzioni cinematografiche. Tra le atre cose aveva inventato il franchise Bud Spencer / Terence Hill  che aveva avuto molto successo.

Sono stato privilegiato di poter imparare il mio mestiere da professionisti esperti, e ricordo con affetto una serie di lavori fatte con Donatella Palermo (ora produttrice di fama) dove ci siamo fatti aiutare da un Friulano doc., affetuosamente chiamato "Lasseter". Dalle parole di Donatella, e con una memoria molto migliore della mia: "Il nostro primo film insieme si chiamava Cinema e televisione, quale differenza ? avevamo fatto delle riprese noiose al congresso del partito socialista e per poterle montare avevamo preso da tutte le telvisioni immagini scenette etc. che insieme facevano un bel film di 30 minuti. In realtà abbiamo precorso Blob che Enrico Ghezzi ha fatto anni dopo. Allo stesso modo ricordo che insieme abbiamo fatto un video sui baci e uno sui pugni. Insomma ci siamo divertiti".

Purtroppo, in una giornata di fine agosto a Roma Colizzi veniva colpito da un Ictus che gli tolse immediatemente la vita. Poi le successive battaglie per il suo patrimonio hanno messo fine all'attività della stazione. Ogni tanto, quando sono a Roma passo davanti alla sede di SPQR sulla via Trionfale, e mi rattristo per quel concentrato di energia positiva stroncato dalla morte di Collizzi.

In questo periodo Antonio Balsamo, imprenditore di successo nel crescente settore della post produzione, si recava spesso in SPQR per parlare con lo staff della stazione, e salutava anche me. Era un fornitore di servizi alla televisione. Deve essere rimasto sorpreso dalla qualità di un programma che facevo regolarmente con l'astrologa Anna Maria Semprini, perché mi ha chiesto se mi sarebbe piaciuto lavorare per lui nella sua nuova e crescente azienda di post produzione SBP.

Guardando indietro nel tempo, penso che Balsamo abbia fatto una buona scommessa prendendomi, perché ho riversato sui suoi clienti la tecnica e la motivazione che avevo appreso dall bravissimo "Lasseter". Di seguito ho anche girato il mondo con lui per guardare e valutare le nuove tecnologie. Aveva una grande passione per il suo lavoro e non posso che ricordare quanto ho appreso da lui quando lo guardavo trattare con i clienti e raccontargli le prossimi novità nella struttura.  Credo che mi ha fatto un master class di come lavorare commercialmente e curare il "customer care".

Nel frattempo stavo lavorando anche a tanti progetti RAI, che mi avrebbero fatto guadagnare una certa notorietà all'interno del settore. Il mio talento grafico, estetico e di montaggio, sempre più evoluto anche con le nuove tecnologie, è stato utilizzato per sigle di "Disco-Ring", "Domenica In", "Mr. Fantasy", "Marco Polo" e "Appuntamento al Cinema", tra le altre cose, e ho lavorato in termini di sigle ai principali telegiornali nazionali della RAI, il TG1 e TG2.

Dopo cinque anni di lavoro in SBP le sirene milanesi che mi volevano attrarre a Milano, tra cui anche la mia futura moglie, hanno avuto la meglio, così ho deciso di spostarmi nell'allora "Milano da Bere", vivace nel settore televisivo. Decisi di fondare una mia società a Milano, perchè ritenevo che ci fossero spazi per creare una nuova realtà più moderna sulla piazza milanese. Con Balsamo abbiamo discusso un possibile SBP Milano, ma non ci siamo accordati sulle condizioni, e grazie a un aiuto da parte della Sony Broadcast riuscì a fare il leasing per una paint box e macchina da un pollice Sony.

Una volta a Milano ho lavorato principalmente su spot di fascia alta girati a Città del Capo, Johannesburg, Londra, Los Angeles, Milano, Parigi e Roma - e queste opportunità mi hanno permesso di sviluppare le mie capacità di supervisione degli effetti visivi lavorando su molti spot diversi, spesso utilizzando il motion control, schermi blu e verdi, e combinazioni sempre più sofisticate di cgi, set reali e virtuali. Si andava dallo spot "Mulino Bianco" con idilliache vedute di campagna trasportate nelle principali città italiane, a "Zebra Zulu" per il quotidiano "Il Corriere Della Sera", che ha vinto un premio per i suoi effetti visivi, fino al primo spot di sensibilizzazione all'HIV in Italia - progettato dal famoso e pionieristico guru della pubblicità Armando Testa in persona, che aveva disegnato una linea viola intorno ai soggetti "infetti" dell'HIV.  Lo spot mirava a far capire al pubblico che l'HIV può colpire chiunque. Ho avuto la fortuna di sviluppare le mie capacità attraverso l'esperienza e l'innovazione, soddisfacendo e spesso stimolando le liste dei desideri che la comunità pubblicitaria mi presentava continuamente.

In sostanza, stavo affinando le competenze che l'industria cinematografica avrebbe poi cercato da me - soluzioni che potevano mettere valore di produzione e idee creative sullo schermo con budget aggregati sempre più bassi. A tal fine mi sono specializzato nell'offrire combinazioni di set digitali, reali e virtuali, insieme a prolungamenti di scenografie per i film, aiutando creativi e produttori a raggiungere i loro obiettivi, spesso impegnativi.

Avevo parlato con il direttore artistico della Mostra di Venezia, Gillo Pontecorvo, grazie a Maria Grazie Mattei. Egli ha convenuto che la maggior parte dei registi italiani non sapevano cosa si potesse fare con le tecnologie digitali, così ha suggerito di mettere tutte le nostre "mercanzie" tecnologiche dentro lo splendido Salone degli Specchi dell'Hotel Excelsior di Venezia durante il Festival, e di passare il tempo a spiegare a molti dei registi presenti che la tecnologia ed il nostro know how potevano fare cose utili per le loro storie; gli effetti visivi digitali offrivano risparmi e opportunità per creare scenografie virtuali.

Appena ho spiegato la possibilità che Gillo ci aveva offerto, Mike ha accettato con entusiasmo di portare a Venezia i suoi sistemi di motion control, in modo da poter mostrare ai registi cosa si poteva fare girando e postproducendo con attrezzature reali lì per lì, e la Quantel mettteva a disposizione un Domino.

Ebbene, i dieci giorni di dimostrazione sono stati un grande successo, grazie anche al fatto che Gillo ha fatto accostare uno ad uno i registi per vederci. Non abbiamo dovuto aspettare a lungo prima che un grande progetto cinematografico ci chiedesse i nostri servizi. Il primo regista italiano a capire le potenzialità e a voler utilizzare le tecniche digitali è stato Giuseppe Tornatore. Mi disse che voleva far apparire il suo prossimo film "La leggenda del pianista" come un film prodotto con un budget molto più "Internazionale" di quello che aveva in realtà. Così, gli ho chiesto di spiegarmi cosa voleva in termini visivi, e abbiamo lavorato alla produzione di storyboard sulle sue esigenze creative, discutendo con Mike come potevamo realizzare questi effetti visivi e set virtuali. Mi sentivo molto sicuro dell'esperienza di Mike nel campo della cinematografia e del motion control, e abbiamo trovato numerose soluzioni per aiutare a raggiungere gli obiettivi e risparmiare complessivamente i soldi della produzione.

Alla fine abbiamo lavorato su circa 450 inquadrature, e ho messo insieme un consorzio temporaneo di società di effetti visivi in tutta Europa per lavorare su di esse. Vedi "Effetti visivi con Mike Connors".

Convinto sostenitore delle tecniche tradizionali sempre più integrate con le tecniche digitali, mi sono spesso consultato nel lavoro di squadra con i designer e i creativi della produzione cinematografica. Ho offerto i miei servizi come Visual Effects Supervisor su un gran numero di film importanti, seguendo una carriera durante la quale ho anche fondato e gestito con successo molte delle principali strutture di post-produzione italiane. Pioniere nelle tecniche di film digitali intermedi, sono stato coinvolto nelle prime prove di d-cinema, nelle innovative tecniche di restauro di film digitali, nel mastering del d-cinema, nelle riprese e nella post-produzione di film 3d digitali e nelle avanzate tecniche di laboratorio digitali.

Ho creduto a lungo nella divulgazione delle conoscenze e del know-how ai miei colleghi, e ho raccontato spesso le mie esperienze, a partire dall'aiutare a de-mistificare i vari processi digitali al pubblico, spesso molto attento e gremito, dei Martedi di Cinecittà. Ho anche specificato, supervisionato, formato altri e contribuito a perfezionare i tecnicismi, il flusso di lavoro e gli aspetti creativi dei processi di Digital Intermediate (DI) mastering in generale. In particolare, e insieme a Steve Shaw abbiamo inviato feedback continuo a Quantel a Newbury da Cinecittà, dove stavamo mettendo a punto un processo digitale intermedio per il laboratorio.

Nell'ultimo decennio ho perseguito attivamente la carriera di supervisore del 3d nativo durante le riprese e ho imparato a usare le relative attrezzature di post produzione.  Recentemente, insieme a Mike Connor, abbiamo progettato e messa a punto il  8K Moble Digital Lab. Nel contempo, avendo visto per lungo tempo il dietro le quinte della produzione cinematografica, mi è venuto l'idea che posso affrontare la produzione oggi come produttore.

Naturalmente, nessuno di questi vari compiti che mi sono prefissato e hanno costituito la mia carriera non sarebbero state nulla senza la famiglia italiana che mia moglie Bettina e i miei due figli Alexander e Sebastian hanno rappresentato per me. Ho potuto, di tanto in tanto, averli per qualche giorno sul set, e così ho potuto mostrare loro quello che stavo facendo, ma certamente mi sono reso conto di essere stato troppo lontano e troppo a lungo durante i loro anni formativi. Malgrado ciò, sia Sebastian che Alexander mi ringraziano per l'aiuto che ho dato loro in questi anni, e sono felice che vivano la loro vita indipendentemente dalla mia e da quella di Bettina.

Una menzione speciale nella famiglia italiana va a Piero Ottone, nonno dei miei figli e luce splendente per tutti noi. Piero capiva molte culture diverse, parlava molte lingue e aveva quella rara capacità di estrarre la verità praticamente da ogni circostanza. Non c'è da stupirsi che fosse uno dei migliori giornalisti che l'Italia abbia prodotto, e mi mancano le tante brillanti conversazioni che facevamo, soprattutto sul tema della politica italiana quando eravamo in barca a vela.  Piero mi ha insegnato i piaceri della navigazione a vela come crociera, e l'ho accompagnato da Lisbona a Madeira, da Madeira a Casablanca, tante isole greche, e naturalmente,  molti viaggi in Corsica.


Bettina Bush con la sua amica Betty Van Der Noot

Alexander e Sebastian sull'isola di Capraia

Sebastian ottiene la laurea per lingue 110 e lode

Piero Ottone

"Al Nair" inel Golfo di Genova

Donatella Palermo

Giuseppe Colizzi

Antonio Balsamo

Maria Grazia Mattei

Gillo Pontecorvo

John Gayford

Giuseppe Tornatore

Io e i miei figli Alexander e Sebastian