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Images from "The Legend of the Pianist on the Ocean" courtesy of New Line, Medusa and Sciarlò

Imagini per gentile concessione RAI Cinema & Martinelli Film

Effetti visivi per i film "La Leggenda del Pianista" e "Vajont"

con Mike Connor e il Motion Control

Ho lavorato con Mike Connor in molti progetti per un periodo di tempo che sembra enorme. Ripensandoci, forse è stato dopo aver lavorato su alcuni degli spot della Mulino Bianco che è maturata la nostra volontà di migliorare il livello di riferimento degli effetti visivi in Italia, anche per i film.


Avevo parlato, all'incirca in quel periodo, con il direttore artistico della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica del Festival di Venezia, Gillo Pontecorvo. Lui era molto d'accordo sul fatto che la maggior parte dei registi italiani non sapeva cosa si potesse fare con le tecnologie digitali, una tesi perorata da Maria Grazie Mattei. Così ci ha suggerito di occuparci del bellissimo Salone degli Specchi dell'Hotel Excelsior di Venezia, e di passare il tempo durante il Festival a spiegare il nostro lavoro, facendo vedere che non si trattava solo di creare dinosauri come quelli di Jurassic Park; e di spiegare che gli effetti visivi digitali, inoltre, permettono di risparmiare e offrono spettacolari scenografie virtuali.

 

Appena ho spiegato la possibilità che Gillo e Maria Grazie Mattei ci avevano offerto, Mike ha accettato con entusiasmo di portare a Venezia le apparecchiature di Motion Control, per poter mostrare ai registi cosa si poteva fare girando e post producendo utilizzando quelle attrezzature.


Ebbene, la dimostrazione di dieci giorni si è rivelata un successo d'interesse, infatti non abbiamo dovuto aspettare a lungo prima che ci chiedessero di prendere parte in un grande progetto cinematografico. Il primo regista italiano a capire le potenzialità del motion control,  e a voler utilizzare le tecniche digitali, è stato Giuseppe Tornatore. Mi disse che voleva far apparire il suo prossimo film "La leggenda del pianista" come un film con un respiro Internazionale, anche se non aveva altrettanto denaro. Così gli ho chiesto di spiegarmi cosa voleva. L'artista dello story board si è dato da fare dopo le spiegazioni di Giuseppe, e ho discusso con Mike  come avremmo potuto realizzare gli effetti visivi e i set virtuali.

 

Alla fine abbiamo lavorato su circa 450 inquadrature, per i quali ho messo insieme un consorzio temporaneo di società di post produzione in Europa. Ci vorrebbe un piccolo libro per spiegare tutto, ma basti dire che abbiamo discusso a tavolino con Giuseppe di molte scene diverse, per poi realizzarle sul set.


Molte delle scene sono state particolarmente affascinanti, e tra queste una delle scene più stimolanti è stata, senza dubbio, la danza del pianoforte. In questa Tim Roth vede il suo amico trombettista soffrire il mal di mare, perché il Virginian si trova nel bel mezzo di una violenta tempesta. Tim Roth suggerisce all'amico di togliere i freni del pianoforte e di venire a sedersi con lui. Il trombettista, interpretato da Pruitt Taylor Vince, dice che l'idea è una follia, ma, alla fine si lascia convincere.


Inizia così una delle tante brillanti idee creative di Giuseppe, il pianoforte a coda danzante al ritmo dell'Oceano in tempesta, e il nostro amico trombettista si sente gradualmente meglio, sorseggiando addiritura una bottiglia di champagne afferrata da un tavolo di pasaggio.


Svariati sono stati gli incontri con Giuseppe, e con lo scenografo del film Francesco Friggeri, per decidere come realizzare questa scena. Ai vecchi tempi sapevamo che il grande Fellini aveva usato una piattaforma idraulica per spostare il set, ma questo non era molto pratico per il salone di prima classe di 1000 metri quadrati della nave. Come minimo ci sarebbe voluto un po' di ingegneria, del tempo per la costruzione, e una somma di denaro consistente. Giuseppe ha anche spiegato che il pianoforte con il nostro pianista e trombettista avrebbe dovuto sfondare una parete di vetro decorativo alla fine della scena e volare lungo uno stretto corridoio prima di schiantarsi contro la cabina del capitano.

 


Ne abbiamo parlato tutti insieme, e siamo giunti alla conclusione che avrebbe avuto più senso spostare la macchina da presa, e non il set. Tanto più che Mike poteva programmare la sua motion control per creare il rollio e il beccheggio della nave, consentendo al abilissimo operatore Enrico Lucidi di seguire e inquadrare dinamicamente il pianoforte danzante. Il pianoforte stesso era mosso da uomini vestiti di verde che lo tiravano o lo spingevano insieme ai nostri attori, rimanendo sempre dietro ai protagonisti e al pianoforte nelle 23 inquadrature in cui avevamo spezzato la sequenza.  


Abbiamo preparato un nastro audio con timecode in modo di far partire il motion control in punti precisi, e per dare il playback a Tim Roth. Girammo inquadrature vuote con la medesima movimento di camera in modo di rendere la post produzione molto semplice.


Giuseppe ha voluto un animatic della scena e lo abbiamo sottoposto al grande Ennio Morricone per aver un suo giudizio, soprattutto in sincronia con la sua musica. Ennio lo voleva un po' più veloce, e l'abbiamo accontentato.

David appoggiato sul Motion Control di Mike Connor con braccio esteso, sul set del film "Vajont" di Renzo Martinelli.


Per creare la diga per il Vajont, David, come supervisore degli effetti visivi, ha suggerito di creare un segmento di 1/8 della diga, montandolo su guide semicircolari con la stessa larghezza e lo stesso raggio della diga reale, e poi girandolo in otto posizioni diverse con gli stessi movimenti di motion control.

  

In accordo con lo scenografo Francesco Friggeri, tutto questo è stato fatto vicino alla location reale, in modo che gli sfondi fossero girati congli attori in camera e non richiedessero nel complesso schermi verdi.

 

Questo significava anche che si potevano moltiplicare le comparse per dare l'illusione che centinaia di operai fossero impegnati nella costruzione e nel completamento della diga.

 

Sono stati realizzati due segmenti della diga, uno per la diga in costruzione e l'altro con la diga completata. La parte inferiore della diga è stata realizzata per estensione in cgi.



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Mike è direttore della fotografia in 5K e 8K su "My Story" basata sulla vita di Mohammed bin Rashid Al Maktoum, il Primo Ministro degli Emirati Arabi. Il documentario, diretto da Ahmed Kamel, era la prima mondiale per il 8k Mobile Digital Lab, e veniva montato e corretto di colore mano a mano era girato.

David supervisiona gli effetti visivi con il suo assistente Ashish Tyagi in Rajasthan, India per il film "La Leggenda di Drona" prodotto da Rose Movies.



David fa il grading dello stereo 3d e del colore insieme. Una tecnica che dà eccellente risultati, al punto di guadagnare il commento di un regista di altissimo nivello su dei provini : "Sembrano dei quadri di Caravaggio! Come hai fatto!!".

Mike è direttore della fotografia e produttore di "Appassionata", un film corto che ha vinto un Oscar per "Best Foreign Film" al Festival del corto a Long Island. E' stata proiettata in 29 Festivals in giro per il mondo, compreso Shanghai.

Mike mentre fa un film per il reclutamento della forza aerea Svedese. Il produttore era Patrick von Faber-Castel di "Travel to Romantis".