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MIKE CONNOR

ALBERTO PARODI

ALESSIO FOCARDI

GUIDO PAPPADA'

PARTNERS MOBILE LAB

effetti visivi con Mike Connor

Insieme a Mike Connor abbiamo lavorato a molti progetti cinematografici diversi negli ultimi 30 anni; le nostre rispettive e complementari esperienze sia nella ripresa che nella post-produzione ci hanno dato la possibilità di offrire soluzioni di alta qualità a costi contenuti per gli effetti visivi. Questo ci ha portato a progettare il Mobile Digital per consentire una post produzione ed effetti visivi, realizzandoli direttamente sul set.


Dopo la presentazione delle nostre capacità che Gillo Pontecorvo ci aveva chiesto di fare per la Mostra del Cinema di Venezia, il primo regista ad interessarsi alle nostre soluzioni di set virtuali è stato Giuseppe Tornatore. Ci ha spiegato che voleva far sembrare il suo prossimo film "La leggenda del 1900" come se fosse stato prodotto con un budget internazionale sostanzialmente elevato, mentre in realtà aveva un budget relativamente modesto. Ci siamo messi al lavoro per offrire soluzioni di risparmio con l'ausilio del digitale. Per esempio, i set dei porti e la nave potevano essere realizzati come set virtuali, risparmiando così i costi di costruzione.  


Su circa 450 inquadrature lavorate digitalmente, la sequenza della danza al pianoforte è stata particolarmente stimolante. In questo, il pianoforte a coda della nave era mosso da macchinisti vestite con costumi verdi che lo hanno tirato o spinto insieme ai due protagonisti in modo che loro fossero sempre dietro i protagonisti e il pianoforte nei 23 inquadrature in cui avevamo spezzato la sequenza.  

 

Un nastro audio preparato con la musica della scena e una traccia di time code fu utilizzato per fa partire il sistema di motion control nei punti giusti della musica in modo che Tim Roth ha potuto suonare in playback il pianoforte. Abbiamo girato inquadrature anche senza gli attori ma con i movimenti di motion control per ogni inquadratura. Questo rendeva molto semplice la post produzione perché tutti i strati erano a registro tra di loro, e bastava sfruttare il materiale in più del background per cancellare i macchinisti verdi, e via dicendo.


                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                       

Tim Roth, l'attore principale del film, discute una scena con Giuseppe Tornatore sul set galleggiante nel Mar Nero, appena fuori dal porto di Odessa, in Ucraina.  Quello sullo sfondo sono io.

Fotogrammi da "La leggenda del pianista sull'Oceano" grazie a New Line & Medusa

Il sistema di controllo del movimento di Mike - mostrato qui con il braccio esteso. Fu batezzato con il nome "Bialetti" dopo il machina caffè dalla troupe.

Abbiamo usato il sistema per "La leggenda del pianista sull'oceano" e il film "Vajont".

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Io che mi appoggio al Motion Control a braccio esteso di Mike Connor sul set del film "Vajont" di Renzo Martinelli (in alto a questa pagina).


Per realizzare economicamente la diga per il film, ho suggerito di creare due segmenti di 1/8 della largezza della diga vera e propria, montandolo su rotaie semicircolari con la stessa larghezza e lo stesso raggio di curvatura della diga reale, in modo di poterli girare in otto posizioni diverse, facendo gli stessi movimenti con il Motion Control.

  

In accordo con lo scenografo Francesco Friggeri, tutto questo è stato fatto vicino alla location reale, in modo che gli sfondi fossero girati con gli attori sul set e non richiedessero schermi verdi nel complesso.

 

L'utilizzo del motion control significava anche che le comparse potevano essere moltiplicate per dare l'illusione che centinaia di operai fossero impegnati nella costruzione e nel completamento della diga.

 

Sono stati realizzati due segmenti della diga, uno per la diga in costruzione e l'altro con la diga completata. La parte inferiore della diga è stata realizzata per estensione in cgi.

Grazie a RAI Cinema e Martinelli Film per le immagini

Mike è direttore della fotografia in 5K e 8K per il film "My Story" basato sulla storia della vita dello sceicco Mohammed bin Rashid Al Maktoum, il primo ministro degli Emirati Arabi Uniti. Il film, diretto da Ahmed Kamel è stata la prima produzione al mondo a passare attraverso l'8k Mobile Digital Lab.

Io che supervisiono gli effetti visivi con il mio assistente Ashish Tyaghi per la produzione Rose Movies "Drona" in Rajasthan, India del Nord.



Io che faccio grading a colori e stereo 3d insieme a Genova, dato che questa tecnica offre i migliori risultati per i film 3d. Ho fatto delle prove per un importante regista, che vedendo i risultati di 20 scene diverse ha esclamato: "Sembrano quadri di Caravaggio".

Mike è direttore della fotografia del cortometraggio "Appasionata". Il corto ha vinto un Oscar come miglior film straniero al Long Island Festival Short Film Festival. È stato anche proiettato in circa 29 festival in tutto il mondo, tra cui Shanghai.




Mike stava girando un film sul reclutamento per l'aviazione svedese. Il produttore era

Patrick von Faber-Castel di "Travel to Romantis".

Un esempio di risparmio dei costi di costruzione con l'uso di set virtuali. Questo era per "E' Ridendo l'uccise" di Florestano Vancini.


Non avevamo la comodità del Motion Control o una hot head  per muovere la macchina da presa, ma il geniale capo macchinisti Luigi Rocchietti usando un trapano Black and Decker e un grosso elastico, fece un improvvisato "motion control" che governava le ruote della vecchia testata Arri per soddisfare il desiderio del regista di avere il movimento della macchina sulla scena.

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Eccomi con Francesca Rotondo,

mentre risolvammo il problema.